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Delirio estivo di un orchidea

Venerdì 16 Luglio 2010

canotta-e-culotte.jpgStavo piegata sul davanzale della mia camera cercando di sopportare la calura di questo infernale luglio. La mia attenzione si rivolse alla finestra semiaperta del vicino dove una lieve brezza cullava una tenda bianca. Complice un soffio di vento più intenso che spostò quel velo bianco unica barriera fra due mondi, il mio sguardo si pose su una figura (bronzo di Riace) che cercava refrigerio  sotto la doccia.
Ma cosa fa?… ma… ma si sta masturbando“! Sorrisi sorpresa e lesta mi scostai a lato della finestra temendo di essere vista e pensando all’imbarazzo che avrei provato. Mi resi conto che era la prima volta che vedevo, a sua insaputa, un’uomo masturbarsi e trovavo la cosa buffa e intrigante.
Il suono improvviso del mio cellulare mi riportò alla realtà. Panico, imbarazzo, paura, non lo so cosa ho provato in quel momento.
“E’ lui… sa che lo sto guardando” era stato il mio primo pensiero (e mi sentivo colpevole),  alcuni attimi interminabili poi mentre il cuore batteva a mille mi decisi e con un filo di voce risposi: ”Pronto”… e dall’altra parte ” Ciao piccola…”, era Matteo, il mio ragazzo che aveva pensato di arrivare da li ad un ora con una megapizza! Realizzai che era tutto a posto e mi ero preoccupata senza ragione. Spinta dalla curiosità ripresi coraggio  e con cautela ritornai alla finestra.
Non c’era un filo d’aria e dalla parte opposta la tenda era immobile e mi impediva di vedere oltre ma non di sentire un gemito che sembrava voler essere soffocato. Sudavo e quello che avevo sentito sembrava aver risvegliato qualcosa. Il mio corpo era pervaso da una senzazione: come un nodo che volevo slegare ed invece stringeva… stringeva! La conoscevo bene quella tensione e sapevo che non sarebbe passata da sola. Mi allontanai dalla finestra e mi portai al fianco del letto abbandonandomi sulla schiena: c’era un bisogno che reclamava soddisfazione.
SUBLIME MASSAGGIO
specchio ovale.jpgNon indugiai più, con pochi ma decisi movimenti mi liberai della canotta. Mi inarcai sulla schiena e ancora più rapidamente mi liberai delle culotte bianche in cotone elastico.
Ora ero comoda, finalmente comoda e iniziai. Mi ritrovai a fissare il seno poi il mio dito sfiorò il capezzolo: piccolo, non molto sporgente, chiaro, liscio e sensibile. Intanto lo sguardo scivolava sullo specchio ovale che usavo per guardarmi quando mi vestivo… mi eccitava ulteriormente guardarmi. Ora l
o sguardo passava e scendeva compiaciuto ammirando la linea della mia pancia. Osservavo come il respiro la facesse ondeggiare lentamente e come le brevi contrazioni che le imponevo mettessero in risalto la leggera muscolatura. Rimasi estasiata quando lo sguardo si accorse della lieve sporgenza delle ossa del bacino, quasi ad indicare la strada verso il futuro: quel futuro così imminente e motivo delle mie attenzioni. Passando oltre arrivai ai piedi, che portavano ancora le calze, li strofinai uno contro l’altro finchè non si liberarono di quello che ancora indossavo. Ora li tendevo e ne mettevo in evidenza i tendini scimiottando i movimenti provocati dal piacere dell’ orgasmo.
Mentre la mano sinistra si spostava sul seno e iniziava a disegnare cerchi attorno al capezzolo, avendo cura, però, di sfiorarlo solamente la mano destra era sulla pancia e sfiorava l’ombelico procurandomi fremiti incontrollabili. Il desiderio era di scendere ma dovevo aspettare era ancora troppo presto. Chiusi gli occhi mentre circondavo il capezzolo con il movimento sempre più veloce delle mie dita. Il piacere salì e scoppiò in una scossa fulminea che pervase il mio seno e dilagò poi in tutto il corpo. Non riuscii a trattenere un gemito, ne la patatina i liquidi che sentivo colare tra le labbra bagnando le lenzuola. Il respiro si spezzò, era il momento, la mano dalla pancia con movimento improvviso, quasi stordente, s’infilò tra le cosce e diede il via al lento e sublime massaggio.
Ero bagnatissima, le dita scorrevano senza difficoltà nella fessura e le gambe si irrigidivano istintivamente ogni volta che le dita toccavano il bottoncino. Alzai la mano, annusai e assaporai gli umori, piegai le gambe, riabassai la mano e ricominciai a giocare con il bottoncino abbandonandomi a gemiti sempre più forti.
Il piacere mi fece contrarre i muscoli della pancia e le dita dei piedi mentre due dita della mano sinistra si chiusero sul capezzolo aggiungendo una scossa di ulteriore piacere. Sotto, una lenta ma costante colata scendeva lungo le natiche raccogliendosi sotto il sedere mentre due dita della mano destra acceleravano sul bottoncino alla ricerca dell’orgasmo.
Le dita erano li che insistentemente scavavano sempre più a fondo e con sempre maggior frennesia quando un vortice di pensieri, mentre ansimavo e gemevo, con insistenza mi assalirono.
“Chissà… chissà come lo fanno le mie amiche… chissà se anche loro si lasciano prendere come faccio io… chissà se i loro sessi colano come il mio… come si toccheranno”?
Pensieri che lasciarono ben presto il sopravvento al piacere divenuto così forte da farmi stendere i piedi al limite mentre alzavo, inarcandomi in preda alle contrazioni, la pancia.
BELLISSIMO
Le dita continuavano a scorrere sul bottoncino gonfio e senza difesa, ci sono, lo sento, è il momento, un urlo mi si fermò in gola e il corpo si contrasse fino allo spasimo. Implacabili le dita sfregavano e scorrevano svuotandomi da ogni remora finchè esplosi: vengo! Non avevo più freni , tentai inutilmente di trattenere le grida ma venni travolta dall’orgasmo. La fessura mi inondava le dita e ne percepivo gli umori . L’orgasmo era totale, spietato e a nulla serviva contorcermi sulle lenzuola umide. Arrivarono altre contrazioni, altro piacere: vengo… vengo… bellissimo!
QUANTA SETE
La frennesia lentamente si placò e i muscoli uno dopo l’altro si rilassarono e riaprendo gli occhi rimasi intontita di fronte alla potenza dell’orgasmo. Da una parte un corpo sudato sfinito e tremante dall’altra una mente che spazia oltre l’indefinito e l’infinito. Ma ecco che piano piano mi ripresi dagli ultimi fremiti di un piacere squassante, il mio cuore batteva ancora come un tamburo ed avevo sete. Provai ancora un brivido mentre mi sfilavo delicatamente le dita dalla fessura poi, a fatica, mi mettei a sedere sul bordo del letto. Ora desideravo solo un bicchiere d’acqua. Mi alzai e uscendo dalla camera sorrisi quando vidi quanto fosse disfatto il letto. Arrivata in cucina, aprii il frigo afferrai la bottiglia e bevvi a canna a sorsi ghiotti. Ero ancora nuda quando mi sedetti e abbandonai allo schienale della sedia continuando a sorseggiare dalla bottiglia.
Volsi lo sguardo in basso verso i capezzoli, con la mano libera ne sfiorai uno, mi fece male, decisi di rinfrescarlo facendolo scivolare sopra la bottiglia fresca e trasudata. Era piacevole e rinfrescante quindi ripetei l’operazione all’altro capezzolo e alla patatina. Era inebriante, i capezzoli ringraziavano e la patatina pure. Tanta beatitudine venne improvvisamente guastata dalla fessura che era accaldata e pretendeva la sua parte di refrigerio. Quasi ignorando quanto era appena accaduto una strana eccitazione ricominciò a far capolino nella mia mente.
BIS PERICOLOSO
Ero indecisa: andare sotto la doccia e sperare che passasse oppure dare ascolto alla mia fantasia? Il mio corpo aveva già deciso, la fessura voleva dentro di sè quel collo così fresco e trasudante. Decisi di valutare la situazione. Feci scivolare lentamente il collo della bottiglia dentro la fessura ancora umida. Venni invasa da due senzazioni contrastanti, quella piacevole della “fresca penetrazione” e quella di sofferenza provata dal mio bottoncino ipersensibile ancora arrossato. Esitai un attimo, misi un pò di saliva sulle dita, feci un respiro profondo e via!
Le dita cominciarono a scorrere freneticamente sul bottoncino mentre trattenevo il respiro e la voglia di urlare per quella senzazione di piacere insopportabile mista a dolore. Un dolore fortissimo ma, sotto di esso, sentivo montare un piacere anche più straziante. Aprii le cosce, le spalancai, come a voler espellere quel tormento ma non volevo fermarmi, non riuscivo a fermarmi: dovevo resistere! Il pensiero di quello che stavo facendo mi eccitava, mi stavo masturbando nuovamente e furiosamente. Intanto il fastidio era quasi svanito e mi stava salendo quella bellissima senzazione di piacere e dalla fessura il piacere colava dentro e fuori lungo le pareti della bottiglia.
Il piacere era travolgente, la mia schiena si inarcava e le gambe anteriori della sedia si alzarono da terra. Il piacere era atroce e le dita continuavano a scorrere sul bottoncino. Stavo venendo, mi agitai sulla sedia…  sbandai e caddi. “Mio Dio la bottiglia” fiuu era ancora intera, la sfilai lentamente “mi è andata bene”! Mi aggrappai al tavolo appoggiai la bottiglia e cercai il bottoncino, come lo sfiorai un bruciore lancinante mi  riportò alla realtà: ero rientrata dal paradiso del piacere!
NON SI GODE MAI TROPPO!(By orchid sexi)
orchidea-sexi.jpgDovevo riordinare e farmi una doccia prima che Matteo arrivasse con la pizza e avevo fame… davvero tanta fame. Quando sotto la doccia mi stavo insaponando fra le coscie: “Per oggi basta patatina mia, io non ce la faccio e tu non ne puoi più : mi pare che oggi abbiamo goduto tanto…troppo forse” lo scroscio della doccia mi  impedì di capire bene ma credo che la risposta della mia patatina fosse stata: “Non si gode mai troppo”. Stava già pensando alla pizza o a Matteo? Forse a tutte e due!

Jessica Moh   vota-questo-blog.gif

Da Woodstock a Brudstock

Martedì 15 Giugno 2010

da-woodstock-a-brudstock.jpgAncora tre giorni e a Vigonovo di Fontanafredda (Pn) si parlerà più di Brudstock che dei mondiali di calcio.

Venerdì 18 e sabato 19 giugno 2010 la scena fontanafreddese sarà tutta per il 13° festival anni 60 e 70.

L’incontro anche quest’anno avverrà presso l’agriturismo pesca sportiva “Le Orzaie” a Vigonovo (Pn).

Si ricorda che l’entrata è LIBERA come pure LIBERO è il campeggio e  che con le migliori immagini di questa edizione verrà realizzato il primo calendario Brudstock!

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Eventi puntuali

Venerdì 28 Maggio 2010

Originariamente pubblicato il 16 Marzo 2008

ombra.jpgIL DEBITO IN OMBRA

Si chiama “debito pensionistico implicito” ed è un debito che il governo italiano non considera in finanziaria .

Quando il  pagamento delle pensioni (che sono delle uscite)  supera gli incassi di contribuzione,  si forma un debito. Questo tipo di debito in Italia è cresciuto in modo incontrollato e indefinito in quanto sembrerebbe sia fondato su calcoli  ipotetici!
E’ d’obbligo precisare che le pensioni sono delle semplici promesse di enti dello Stato. Promesse fondate su decreti legge, leggine  e leggiucole che in continuazione subiscono modifiche e cambiano.
Le stime del debito pensionistico implicito italiano variano tra  il 200 e  il 300 per cento circa , del PIL .Questo significa che se tutti quelli che hanno  i “diritti acquisiti”  andassero in pensione domani , la forza lavorativa contributiva attuale dovrebbe  lavorare per circa tre anni gratis. Tuttavia questo sforzo servirebbe solo  per andare a pari con i pagamenti pensionistici . Dovremmo pure  lavorare un altro anno gratis per pagare il resto del debito pubblico e poi sarebbe da calcolare , visto che nel frattempo sono passati circa quattro anni , a quanto ammontano gli interessi ancora da pagare . Dobbiamo pure considerare che negli ultimi anni  gli italiani non hanno fatto figli a sufficienza per poter garantire la risorsa contributiva necessaria.
Si è visto che nel campo delle leggi pensionistiche lo Stato fa e disfa in funzione del vento che tira  e alla fine ti da quello che per “legge ti spetta” ( quella legge che si fa evolvere  e si cambia )!. Perchè i dati del debito pensionistico implicito ( come i dati di non pochi altri  settori della finanza pubblica )   non vengono pubblicati?
Mastella ha “lavorato” come giornalista precario alla RAI per un  anno e incassa una pensione di 2.500 EUR mensili . Fazio Antonio  incassa una pensione di EUR 30.000 mensili,  ovvero 360.000 EUR all’anno per aver servito l’Italia e l’economia italiana come sappiamo ! Delle pensioni dei parlamentari non ne parlo , vi ho guastata già la giornata e vi voglio risparmiare il resto della settimana! ( anche perchè temo saranno gli eventi futuri ad essere ingrati! )

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2012: fine del mondo… marino

Venerdì 30 Aprile 2010

2012-fine-del-mondo-marino.jpgAtto terroristico, sabotaggio, incidente o altro? Sta di fatto che nel Golfo del Messico una piattaforma petrolifera è colata a picco a seguito di una esplosione che ha provocato diciasette feriti e undici dispersi.
Può sembrare cinico, ma a pochi giorni dalla tragedia, ci si rende conto che le prime  perdite umane sono ben poca cosa rispetto a quello che si va incontro.
Ora ci si trova di fronte ad un immenso sversamento  di greggio ad oltre 1500 metri di profondità marina: praticamente ci sono delle falle che non si sa come e quando verranno tamponate.
Quella che oramai è una certezza è che assisteremo quasi inermi ad una catastrofe ecologica che provocherà disastri inimmaginabili e che non sapremo mai.

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Brutte abitudini

Venerdì 16 Aprile 2010

A Trieste dicono:
CHI PARLA IN ORECIA NO VAL UNA TECIA
renata-polverini-beccata-in-fallo.jpg  polverini-e-il-sindaco-di-latina.jpg

E vota-questo-blog.gif, parlare nell’orecchio è maleducazione e pure scandaloso“!

Jessica Moh

Preti incinti

Lunedì 5 Aprile 2010

suor-letizia-cerchia.jpg….per la chiesa la vita è sacra dal concepimento alla nascita, e dal coma alla morte. Nel mezzo: che ognuno si arrangi.  
daLiberi pensieri

Questa è una considerazione scaturita da un’affermazione (discutibile) di Monsignor Girotti: “più facile assolvere un pedofilo pentito che una donna che ha abortito“.

Cercando ulteriori informazioni mi sono imbattuta nel:
Documento per il consiglio dei 16 di suor Marie McDonald“, Superiora  generale  delle Missionarie di Nostra Signora d’Africa.

Argomentazioni :Abusi sessuali, stupri, sfruttamento, plagio (atti che hanno portato in molti casi a gravidanze e aborti).
I responsabili :Preti e vescovi.
Le vittime: suore.
Il luogo: Africa e non solo, (Prete ingravida una fedele e la costringe ad abortire) .
Perché proprio le suore: Perché in una situazione di diffusione a macchia d’olio dell’Aids, specialmente in Africa, esse rappresentano un gruppo “safe“, sicuro, non a rischio. E sono molto più condizionabili, anche tramite false argomentazioni teologiche…..

Jessica Moh   vota-questo-blog.gif