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A Google non piace MOHéTA

Mercoledì 1 Settembre 2010

Ciao visitatore temerario! Se ora sei qui significa che hai ignorato questi avvertimenti di GOOGLE:
errori-di-google.bmp

Avviso se visiti questo sito il tuo computer potrebbe subire danni!

…in pratica secondo GOOGLE quanto pubblicato sotto, il 19 agosto, potrebbe arrecare danni!

Cara amica Elena non ho parole, sei così bella e sexi che hai confuso perfino un motore di ricerca come GOOGLE!

Ecco la pagina www.moheta.it/?p=726 pubblicata il 19 agosto che ha mandato in tilt GOOGLE!

sexi-elena.jpg

Elena Tomasella

Altezza: 175 cm

Taglia: 40
Seno: 85 cm
Vita: 66 cm
Fianchi: 85 cm
Età: 20
Il Voto:
528…

…è del Capitan 

Votami!

Capitan MOHéTA

Grazie amici di Facebook…

Venerdì 27 Agosto 2010

…DAVVERO NON ME L’ASPETTAVO TANTO CALORE

buon-compleanno-moheta.jpg

Un grazie poi, specialissimo, a Jessica (collaboratrice di questo blog) , mi sono capottato quando mi ha detto:” Auguri Capitan, vieni che ti offro una birra“.

Capitan MOHéTA

Toccante

Venerdì 13 Agosto 2010

toccante.jpg
Il primo dovere di un buon essere umano è vivere per i bambini. I bambini vogliono che si viva per loro e con loro (apri l’immagine)

Jessica Moh    vota-questo-blog.gif

L’angolo di:

Martedì 3 Agosto 2010

senor-chuper-lacuido.jpg

Chuper Lacuido è un personaggio che ha superato il mezzo secolo. Chuper Lacuido è fondamentalmente intelligente scaltro e laborioso, tuttavia destinato sempre ad essere superato sul traguardo.
La convinzione di essere il migliore gli ottenebra la mente, lo porta a fidarsi (tra quelli che lo circondano) dei più inetti. Dopo ogni sconfitta Chuper Lacuido, impavido, si ributta nella mischia armato dell’illusione di potercela fare… un giorno!

In antitesi Capitan MOHéTA propone la figura di una ragazza intelligente, semplice, instancabile ma sopratutto  umile, cosciente dei propri mezzi ma anche del fatto che è una persona fortunata e che questa fortuna non la deve far pesare a chi la circonda.
Elena Tomasella, Capitan MOHéTA la conosce personalmente e per quanto poco possa valere il suo giudizio, il Capitan, è pronto a garantire per un meritato successo della bella Elena!

missfotoportale2010.jpg

Elena Tomasella

Altezza: 175 cm

Taglia: 40
Seno: 85 cm
Vita: 66 cm
Fianchi: 85 cm
Età: 20
Voti:
297 (11 agosto )

Votami!

Jessica Moh

Delirio estivo di un orchidea

Venerdì 16 Luglio 2010

canotta-e-culotte.jpgStavo piegata sul davanzale della mia camera cercando di sopportare la calura di questo infernale luglio. La mia attenzione si rivolse alla finestra semiaperta del vicino dove una lieve brezza cullava una tenda bianca. Complice un soffio di vento più intenso che spostò quel velo bianco unica barriera fra due mondi, il mio sguardo si pose su una figura (bronzo di Riace) che cercava refrigerio  sotto la doccia.
Ma cosa fa?… ma… ma si sta masturbando“! Sorrisi sorpresa e lesta mi scostai a lato della finestra temendo di essere vista e pensando all’imbarazzo che avrei provato. Mi resi conto che era la prima volta che vedevo, a sua insaputa, un’uomo masturbarsi e trovavo la cosa buffa e intrigante.
Il suono improvviso del mio cellulare mi riportò alla realtà. Panico, imbarazzo, paura, non lo so cosa ho provato in quel momento.
“E’ lui… sa che lo sto guardando” era stato il mio primo pensiero (e mi sentivo colpevole),  alcuni attimi interminabili poi mentre il cuore batteva a mille mi decisi e con un filo di voce risposi: ”Pronto”… e dall’altra parte ” Ciao piccola…”, era Matteo, il mio ragazzo che aveva pensato di arrivare da li ad un ora con una megapizza! Realizzai che era tutto a posto e mi ero preoccupata senza ragione. Spinta dalla curiosità ripresi coraggio  e con cautela ritornai alla finestra.
Non c’era un filo d’aria e dalla parte opposta la tenda era immobile e mi impediva di vedere oltre ma non di sentire un gemito che sembrava voler essere soffocato. Sudavo e quello che avevo sentito sembrava aver risvegliato qualcosa. Il mio corpo era pervaso da una senzazione: come un nodo che volevo slegare ed invece stringeva… stringeva! La conoscevo bene quella tensione e sapevo che non sarebbe passata da sola. Mi allontanai dalla finestra e mi portai al fianco del letto abbandonandomi sulla schiena: c’era un bisogno che reclamava soddisfazione.
SUBLIME MASSAGGIO
specchio ovale.jpgNon indugiai più, con pochi ma decisi movimenti mi liberai della canotta. Mi inarcai sulla schiena e ancora più rapidamente mi liberai delle culotte bianche in cotone elastico.
Ora ero comoda, finalmente comoda e iniziai. Mi ritrovai a fissare il seno poi il mio dito sfiorò il capezzolo: piccolo, non molto sporgente, chiaro, liscio e sensibile. Intanto lo sguardo scivolava sullo specchio ovale che usavo per guardarmi quando mi vestivo… mi eccitava ulteriormente guardarmi. Ora l
o sguardo passava e scendeva compiaciuto ammirando la linea della mia pancia. Osservavo come il respiro la facesse ondeggiare lentamente e come le brevi contrazioni che le imponevo mettessero in risalto la leggera muscolatura. Rimasi estasiata quando lo sguardo si accorse della lieve sporgenza delle ossa del bacino, quasi ad indicare la strada verso il futuro: quel futuro così imminente e motivo delle mie attenzioni. Passando oltre arrivai ai piedi, che portavano ancora le calze, li strofinai uno contro l’altro finchè non si liberarono di quello che ancora indossavo. Ora li tendevo e ne mettevo in evidenza i tendini scimiottando i movimenti provocati dal piacere dell’ orgasmo.
Mentre la mano sinistra si spostava sul seno e iniziava a disegnare cerchi attorno al capezzolo, avendo cura, però, di sfiorarlo solamente la mano destra era sulla pancia e sfiorava l’ombelico procurandomi fremiti incontrollabili. Il desiderio era di scendere ma dovevo aspettare era ancora troppo presto. Chiusi gli occhi mentre circondavo il capezzolo con il movimento sempre più veloce delle mie dita. Il piacere salì e scoppiò in una scossa fulminea che pervase il mio seno e dilagò poi in tutto il corpo. Non riuscii a trattenere un gemito, ne la patatina i liquidi che sentivo colare tra le labbra bagnando le lenzuola. Il respiro si spezzò, era il momento, la mano dalla pancia con movimento improvviso, quasi stordente, s’infilò tra le cosce e diede il via al lento e sublime massaggio.
Ero bagnatissima, le dita scorrevano senza difficoltà nella fessura e le gambe si irrigidivano istintivamente ogni volta che le dita toccavano il bottoncino. Alzai la mano, annusai e assaporai gli umori, piegai le gambe, riabassai la mano e ricominciai a giocare con il bottoncino abbandonandomi a gemiti sempre più forti.
Il piacere mi fece contrarre i muscoli della pancia e le dita dei piedi mentre due dita della mano sinistra si chiusero sul capezzolo aggiungendo una scossa di ulteriore piacere. Sotto, una lenta ma costante colata scendeva lungo le natiche raccogliendosi sotto il sedere mentre due dita della mano destra acceleravano sul bottoncino alla ricerca dell’orgasmo.
Le dita erano li che insistentemente scavavano sempre più a fondo e con sempre maggior frennesia quando un vortice di pensieri, mentre ansimavo e gemevo, con insistenza mi assalirono.
“Chissà… chissà come lo fanno le mie amiche… chissà se anche loro si lasciano prendere come faccio io… chissà se i loro sessi colano come il mio… come si toccheranno”?
Pensieri che lasciarono ben presto il sopravvento al piacere divenuto così forte da farmi stendere i piedi al limite mentre alzavo, inarcandomi in preda alle contrazioni, la pancia.
BELLISSIMO
Le dita continuavano a scorrere sul bottoncino gonfio e senza difesa, ci sono, lo sento, è il momento, un urlo mi si fermò in gola e il corpo si contrasse fino allo spasimo. Implacabili le dita sfregavano e scorrevano svuotandomi da ogni remora finchè esplosi: vengo! Non avevo più freni , tentai inutilmente di trattenere le grida ma venni travolta dall’orgasmo. La fessura mi inondava le dita e ne percepivo gli umori . L’orgasmo era totale, spietato e a nulla serviva contorcermi sulle lenzuola umide. Arrivarono altre contrazioni, altro piacere: vengo… vengo… bellissimo!
QUANTA SETE
La frennesia lentamente si placò e i muscoli uno dopo l’altro si rilassarono e riaprendo gli occhi rimasi intontita di fronte alla potenza dell’orgasmo. Da una parte un corpo sudato sfinito e tremante dall’altra una mente che spazia oltre l’indefinito e l’infinito. Ma ecco che piano piano mi ripresi dagli ultimi fremiti di un piacere squassante, il mio cuore batteva ancora come un tamburo ed avevo sete. Provai ancora un brivido mentre mi sfilavo delicatamente le dita dalla fessura poi, a fatica, mi mettei a sedere sul bordo del letto. Ora desideravo solo un bicchiere d’acqua. Mi alzai e uscendo dalla camera sorrisi quando vidi quanto fosse disfatto il letto. Arrivata in cucina, aprii il frigo afferrai la bottiglia e bevvi a canna a sorsi ghiotti. Ero ancora nuda quando mi sedetti e abbandonai allo schienale della sedia continuando a sorseggiare dalla bottiglia.
Volsi lo sguardo in basso verso i capezzoli, con la mano libera ne sfiorai uno, mi fece male, decisi di rinfrescarlo facendolo scivolare sopra la bottiglia fresca e trasudata. Era piacevole e rinfrescante quindi ripetei l’operazione all’altro capezzolo e alla patatina. Era inebriante, i capezzoli ringraziavano e la patatina pure. Tanta beatitudine venne improvvisamente guastata dalla fessura che era accaldata e pretendeva la sua parte di refrigerio. Quasi ignorando quanto era appena accaduto una strana eccitazione ricominciò a far capolino nella mia mente.
BIS PERICOLOSO
Ero indecisa: andare sotto la doccia e sperare che passasse oppure dare ascolto alla mia fantasia? Il mio corpo aveva già deciso, la fessura voleva dentro di sè quel collo così fresco e trasudante. Decisi di valutare la situazione. Feci scivolare lentamente il collo della bottiglia dentro la fessura ancora umida. Venni invasa da due senzazioni contrastanti, quella piacevole della “fresca penetrazione” e quella di sofferenza provata dal mio bottoncino ipersensibile ancora arrossato. Esitai un attimo, misi un pò di saliva sulle dita, feci un respiro profondo e via!
Le dita cominciarono a scorrere freneticamente sul bottoncino mentre trattenevo il respiro e la voglia di urlare per quella senzazione di piacere insopportabile mista a dolore. Un dolore fortissimo ma, sotto di esso, sentivo montare un piacere anche più straziante. Aprii le cosce, le spalancai, come a voler espellere quel tormento ma non volevo fermarmi, non riuscivo a fermarmi: dovevo resistere! Il pensiero di quello che stavo facendo mi eccitava, mi stavo masturbando nuovamente e furiosamente. Intanto il fastidio era quasi svanito e mi stava salendo quella bellissima senzazione di piacere e dalla fessura il piacere colava dentro e fuori lungo le pareti della bottiglia.
Il piacere era travolgente, la mia schiena si inarcava e le gambe anteriori della sedia si alzarono da terra. Il piacere era atroce e le dita continuavano a scorrere sul bottoncino. Stavo venendo, mi agitai sulla sedia…  sbandai e caddi. “Mio Dio la bottiglia” fiuu era ancora intera, la sfilai lentamente “mi è andata bene”! Mi aggrappai al tavolo appoggiai la bottiglia e cercai il bottoncino, come lo sfiorai un bruciore lancinante mi  riportò alla realtà: ero rientrata dal paradiso del piacere!
NON SI GODE MAI TROPPO!(By orchid sexi)
orchidea-sexi.jpgDovevo riordinare e farmi una doccia prima che Matteo arrivasse con la pizza e avevo fame… davvero tanta fame. Quando sotto la doccia mi stavo insaponando fra le coscie: “Per oggi basta patatina mia, io non ce la faccio e tu non ne puoi più : mi pare che oggi abbiamo goduto tanto…troppo forse” lo scroscio della doccia mi  impedì di capire bene ma credo che la risposta della mia patatina fosse stata: “Non si gode mai troppo”. Stava già pensando alla pizza o a Matteo? Forse a tutte e due!

Jessica Moh   vota-questo-blog.gif