Chiesa e preti: un mondo imperfetto
Venerdì 9 Luglio 2010Dopo aver letto ”LETTERA APERTA al CAPO della CHIESA CATTOLICA BENEDETTO XVI°” di nonnina Nedda, sull’omonimo blog “l’eredità di Nedda“, e riscontrando una similitudine di pensieri su quanto MOHéTA aveva già pubblicato il 30 novembre 2009:
La Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha stabilito:” Via il crocefisso dalle scuole“. Entrando nel merito di tale decisione, ecco la risposta della chiesa per mezzo del cardinale Bagnasco: ”Spero più ampiamente che sia l’Europa, nei suoi organismi, a fare una riflessione seria, perché questo è un segnale che va in una direzione sbagliata“.
Una riflessione seria?
La faccio io una riflessione seria, riflessione che, mi stupisce, mi lascia indignata e spaventata che ancora chi di dovere non l’abbia fatta. La mia opinione è che per tante ragioni, troppe ragioni è la chiesa che va nella direzione sbagliata. In questo post (ne seguiranno altri) voglio attraverso una semplice riflessione far notare che il sacramento della confessione, una pratica della chiesa, deve essere al più presto proibita nel confronto di minori. Ci preoccupiamo tanto dei diritti dei bambini e poi attraverso la confessione li affidiamo alle menti di uomini imperfetti e non di rado perversi. Com’è possibile che si permetta violenza alla privacy di bambini di otto o nove anni (è a questa età che secondo la chiesa i bambini devono avvicinarsi al sacramento della confessione). Bambini che molto facilmente possono essere manipolati, confusi e spaventati. Il buon senso, il mio buon senso, mi dice che quanto prima si impedisce alla chiesa di praticare una tale assurdità, la confessione in età minore, tanto prima eviteremo ad altri bambini violenza psicologica non escludendo quella fisica!
Per un bambino, il sacramento della confessione, è comunque una situazione di violenza e disagio psicologico.
Jessica Moh
MOHéTA vi invita a far girare la lettera aperta di nonnina Nedda in modo che possa arrivare al mittente “giusto”!



